Category Archive for 'farsi capire'

La grammatica non conta

Non è che la grammatica non conti, però è l’ultimo requisito per saper scrivere, l’ultima lucidata di scarpe, il nodo alla cravatta, se volete. Posso dire con sempre più convinzione che se un testo è pessimo è perché l’autore non sapeva cosa voleva dire e come poteva dirlo.

Iban dei miei stivali

Hanno inventato gli spazi tra le parole: non è sempre stato così, e sotto Luigi XIV c’era ancora chiscriveva qualcheparola attaccata… una bella fatica leggere, no?
Alla scriptio continua sembrano tornare le banche con il codice IBAn, che risolve in una sola e universale riga le vecchie coordinate bancarie. Peccato che non tutti siano ancora d’accordo [...]

Ripetere non è peccato

Quando si parla della stessa cosa, è utile usare la stessa parola, altrimenti chi legge potrebbe dubitare che si parli di due cose diverse. Questa constatazione semplice si scontra però con uno dei tabù scolastici più radicati: che ripetere non “sta bene”.

E’ agghiacciante il virus, ma non parlo dell’influenza, che arriva quando arriva e se ne va anche senza vaccino. Agghiacciante è il virus della notizia dell’influenza, che si propaga con la velocità di un copia incolla dalle agenzie di stampa alle testate. Basta guardare qui e qui: praticamente identici, clonazione perfetta.
L’influenza sotto le feste è [...]

Scioperi impersonali

L’ho già detto e lo ripeto: uno dei tratti più odiosi del burocratese è l’utilizzo indiscriminato della forma passiva e dell’impersonale, la scomparsa dei soggetti umani all’interno del discorso. Così le azioni accadono per magia senza che nessuno le compia. L’uso del passamontagna in pubblico è proibito, perché nelle pubbliche amministrazioni no?
Capita allora che, in [...]

Come ho scritto altrove citando Burroughs, il linguaggio è un virus. Una varietà particolarmente velenosa è il linguaggio burocratico: lo si contrae da una bolletta, da un modulo prestampato, da una parola scambiata con un pubblico funzionario, un bigliettaio. Carta, sillabe infette.
Da allora in poi, ogni volta che la comunicazione fa un passo oltre l’informale, [...]

2008 Odissea con Alice

Ringrazio molto i lettori che mi hanno scritto chiedendomi che fine avessi fatto in questi mesi. Già, che fine avevo fatto? Ho vissuto la mia odissea casalinga, o meglio mi sono arenato sullo scoglio della sirena Alice Free, che al contrario del nome si paga, si paga salatissima.
Confesso di non pagare le bollette. Da circa [...]

Nella prima parte abbiamo liberato la riga di oggetto dalle cianfrusaglie. Ora mettiamo solo ciò che serve veramente. Ma cosa serve? Si ha un bel dire di mettersi nei panni di chi riceve: la direzione è giusta, ma ancora molto vaga.
Un metodo che funziona – anche per la carta – è ricavare dal messaggio l’informazione [...]

In una notte senza luna un derviscio, passando vicino a un pozzo prosciugato, sentì un grido: una voce cavernosa chiedeva aiuto. “Chi c’è laggiù?”, chiese il derviscio, sporgendosi.
“Sono un grammatico e, poiché non conosco la strada, sono caduto inavvertitamente in questo profondo pozzo dove mi trovo ora, praticamente immobilizzato”, rispose la voce.
“Tieniti, amico, vado a [...]

L’oggetto, ovvero la riga in cui si dichiara in estrema sintesi il contenuto di un testo, è la parte più importante e delicata di ogni comunicazione professionale “breve”, sia essa email o lettera o circolare.
In un mondo perfetto, dovremmo capire dall’oggetto se leggere o no. Nel mondo in cui viviamo (che è poco meno che [...]