Scrittura professionale, web writing, comunicazione

Openoffice non è un granché, ma è gratis. Questo particolare dovrebbe bastare per preferirlo a Office, che non è un granché neppure lui, ma intanto costa salato, anzi salatissimo per essere un software non professionale.

A questo punto sento già l’obiezione: ma se tutti al mondo usano word, excel e power point, come farò ad aprire e modificare i loro documenti? Ebbene, una delle superstizioni informatiche più dure a morire è che Openoffice non sia perfettamente compatibile con i formati di Office. Ma è falso. Openoffice gestisce alla perfezione i formati .doc, .xls e .ppt senza nessun problema.

Vero è invece che Office è spesso incompatibile con sé stesso, perché documenti salvati con versioni diverse possono corrompersi soprattutto nella formattazione. E’ naturale: quando ho qualcosa di nuovo da venderti, invecchierò artificialmente quella che possiedi già, no?

Posso invece assicurare che da quando uso Openoffice, non ho avuto mai alcun problema con qualsiasi documento salvato in qualsivoglia versione di Office. Anzi, con mia sorpresa, la versione 3.0 legge perfettamente il famigerato formato .docx, inaccessibile a chi che ha comprato versioni meno recenti della suite di Microsoft.

Ripeto: non stiamo parlando di software ai massimi livelli, e qui sta proprio il punto. La nostra pubblica amministrazione, con poche rare eccezioni, paga a caro prezzo qualcosa che potrebbe avere gratis. Ma attenzione, perché al danno si aggiunge la beffa. In molti casi, infatti, dopo aver pagato la licenza all’acquisto, le nostre amministrazioni firmano un contratto con Microsoft che le impegna a versare annualmente una cifra per ogni computer su cui è installata la suite. Ciò vale a dire: lo compro all’ingrosso e poi te lo pago e ripago anche al dettaglio… vogliamo fare un piccolo conto, moltiplicando i 50 Euro di gabella per ogni dipendente pubblico?

A questo punto Bill Gates ha qualcosa che lo accomuna in maniera imbarazzante a Michael Corleone ne la saga del Padrino. Dopo anni di usurpazioni, infatti, entrambi lasciano il comando al giovane rampollo e per lavarsi la coscienza si danno alle opere di bene. A quando un’onorificenza in Vaticano?

2 Responses to “Perché Openoffice, non Office”

  1. on 20 giu 2009 at 00:40n3m0

    Odio M$, ho “liberato” i miei pc già da tempo con linux, ed uso OpenOffice da tempo.
    Non credo però che la suite Office della M$ possa definirsi “non professionale”. Hai dato un’occhiata ad excel ‘07? Prova ad usare la formattazione condizionale…
    Poi è ovvio, tutto impallidisce dinnanzi a Latex :D

  2. on 23 giu 2009 at 17:53Ziryab

    Open office e gli Open source in generale non li abbiamo scelti perché sono gratis.Anzi sono più affidabili.E ci sono già nel commercio nuovi PC con Linux preinstallato.Da MOffice 97 non conosco più le altre versioni perché uso solo Open Office.

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