Scrittura professionale, web writing, comunicazione

Mentre la rete pullula di suggerimenti su come copiare alla maturità, studenti e insegnanti, eterni fanciulli, provano il brivido infantile delle guardie e dei ladri.

Quando però lo studente viene iniziato alla maggiore età, scopre che nel mondo del lavoro il copia e incolla è pratica comune e fuori discussione: il direttore di Wired, ad esempio, è stato appena beccato a copiare nientepopodimeno che da Wikipedia.

Scrivere non è più scrivere, ma meccanica di automi: prelevo un pezzo qui e un pezzo là e lo copio nel mio testo, spesso senza nemmeno aver letto una riga di quello che riporto e sotto cui metterò la mia firma.

Naturalmente, ciò non significa che questa pratica paghi. Anzi, grazie all’automatismo del copia e incolla la soglia di attenzione si abbassa pericolosamente ed ecco non solo i refusi (peccati venali) ma soprattutto clamorose castronerie da incidente diplomatico.

Racconto una parabola, una storia realmente accaduta. Un’agenzia di stampa redige un comunicato che annuncia un premio nazionale alle migliori pubbliche amministrazioni. Decide di realizzare anche un comunicato per ogni regione premiata, per la stampa locale. Visto che siamo in una macelleria suina e non si butta via niente, i comunicati “locali” vengono fatti econ le frattaglie di quello nazionale.

Così, taglia-e-incolla taglia-e-incolla, il comunicato che annuncia nel titolo un premio al Molise, nel corpo del testo parla in realtà della città di Teramo, che tutti noi sappiamo essere in Abruzzo. Ora, si sa che i giornalisti sono i pontefici massimi del copia e incolla, e quindi i giornali locali riportano pari pari la notizia del premio a Teramo in Molise. Risultato: un errore nella fonte passa direttamente al testo finale senza che nessuno se ne accorga.

Ignoro le reazioni dei lettori del Molise, ma soprattutto ignoro perché si dovrebbe leggere un testo se nessuno dei suoi redattori ha avuto la buona voglia di farlo. Magari un Borges reincarnato in un futuro remoto ricostruirà la misteriosa geografia di una terra chiamata Italia, interrogandosi se Teramo fosse in Abruzzo o in Molise.

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply