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Napolitano e Artaud

I bambini sanno qualcosa fino al giorno in cui li si manda a scuola.
A partire dal giorno in cui sono affidati alle mani di un professore, dimenticano.
Le scuole sono un fascismo della coscienza, questa vecchia dittatura fossilizzata sulla puttana dell’innato pedagogo.
Il bambino di sei anni che per la prima volta entra in una scuola avrebbe molto da insegnare al suo presunto maestro, se solo questi avesse la saggezza e l’onestà di credere che c’è qualcosa [da] imparare dalla coscienza di un nuovo nato.
Ma qual è il maestro che avrà lo spirito di riporre la chiave sulla porta mettendosi lui stesso a scuola delle future natalità?
La disgrazia, signori rettori delle Università Europee, è che non ci sarà più alcuna nascita, perché a forza di tirare la corda…
E non è alla scuola delle nascite che vorrei mettervi, io, magnifici rettori, poiché per la scienza imbecille che rappresentate non è più tempo di nascere, è tempo di morire.

Antonin Artaud, Lettera ai rettori delle università europee

Ho riletto questo brano, contenuto nel libretto Per gli analfabeti, proprio la sera dell’ultimo dell’anno, poco prima che il discorso del presidente Napolitano accendesse gli scontati e automatici consensi bipartisan, facendo appello a temi indiscutibili, che le parti politiche non possono che accettare a scatola chiusa.

Tra questi, anche se nei commenti è passato in secondo piano, c’era l’Istruzione: il sistema formativo è “un presidio fondamentale”, l’Italia deve crescere come “società basata sulla conoscenza”, per permettere a tutti “l’ascesa sociale”. Insomma, di luogo più comune c’è solo la latrina, a dispetto dell’esordio: “Vorrei in sostanza parlare questa sera con voi il linguaggio della verità”.

Malgrado i quirinalisti possano divertirsi a spaccare il capello in quattro, Napolitano dice quel che può, cioè poco: i suoi interventi sono massimamente vincolati. Per questo è Presidente della Repubblica. Artaud invece diceva quel che voleva e per questo non divenne mai presidente, ma gli fu riservato il trattamento dell’elettroshock.

Ma per concludere: l’istruzione obbligatoria, livellata e generalizzata, è un’invenzione recente. in Tristes Tropiques, Lévi Strauss notava che la sua istituzione, nel secolo XIX, procedeva di pari passo con quella del servizio militare obbligatorio. Ecco spiegato il “presidio fondamentale”.

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