Scrittura professionale, web writing, comunicazione

Iban dei miei stivali

Hanno inventato gli spazi tra le parole: non è sempre stato così, e sotto Luigi XIV c’era ancora chiscriveva qualcheparola attaccata… una bella fatica leggere, no?

Alla scriptio continua sembrano tornare le banche con il codice IBAn, che risolve in una sola e universale riga le vecchie coordinate bancarie. Peccato che non tutti siano ancora d’accordo se e dove mettere gli spazi, e i moduli di immissione su internet funzionino ognuno con la propria testa.

Il sito della tedesca wirecard, ad esempio, dove lo spazio è verboten, non accetta nessun iban italiano a prescindere, come mi ha spiegato l’operatrice del servizio assistenza. Alla faccia dello standard internazionale, oggi possiamo dire tutti: la mia banca è differente!

Così, anche con competenze in filologia bancaria, di fare un versamento in tempi meno che biblici abbiamo la stessa probalità che ha uno scimpanzè di azzeccare un verso dell’Infinito di Leopardi battendo a caso sulla tastiera. L’ennesima dimostrazione che non aveva ragione Darwin (dalla scimmia all’uomo), ma i Devo (dall’uomo alla scimmia, adattandoci alla tecnologia alla tecnologia).


Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply