Scrittura professionale, web writing, comunicazione

La perfezione

La bacheca del mio blog mi avvisa che c’è una nuova versione  di wordpress e mi invita ad aggiornarlo. Ormai, per risposta, mi viene soltanto il gesto dell’ombrellaio: lasciandomi prendere dalla smania del nuovo, ho già perso troppe volte il mio lavoro.

Ormai è chiaro che i frutti del sottomondo digitale più sono nuovi, più sono bacati. Così, mentre Windows XP, a forza di pezze e service pack, ha raggiunto quasi la perfezione, siamo costretti a sorbirci l’acerbissimo Vista. Così, dicono gli esperti, giù a scrivere nei vostri blog, a dare in pasto idee in germoglio, stroncandone la giusta maturazione. Non importa il che cosa, importa solo aggiornare.

Ecco, la perfezione: d’accordo che non ci arriveremo mai, ma il perfezionamento è un passo in più verso una direzione, mentre il link che ci invita all’aggiornamento è un salto nel buio.

E poi, quanti strumenti, non fai in tempo a raccapezzarti che subito ne spunta uno nuovo. Quanto ci vuole per imparare a gestire in modo ottimale le opzioni di una campagna su Google Adwords, prima che spunti qualche altro strumento più efficace, più dotato, più nuovo, più diffuso?  Il tempo da dedicare agli strumenti è sempre troppo, sempre ammesso che con questi strumenti ci dobbiamo fare qualcosa, visto che siamo sempre più assorbiti dal come fare piuttosto che dal fare.

Una distorsione mentale ci porta a credere che questa mancanza di tempo sia un nostro difetto, un limite delle nostre facoltà. In realtà, sono questi strumenti ad essere antieconomici, incompatibili, dispendiosi. E’ come la favola dell’Era dell’informazione: chissenefrega, in fondo, se un’indigestione di dati equivale a saperne come prima?

Perfezione è anche e soprattutto semplicità. Il libro di carta è uno strumento perfetto: contando solo il periodo dall’invenzione della stampa, vanta 500 anni di perfezionamento. E’ semplice, portatile, funziona anche in caso di black out e l’unico requisito di sistema è la conoscenza dell’alfabeto e della lingua. Sarà per questo che non mi provoca il mal di mare come invece fa la rete?



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