Scrittura professionale, web writing, comunicazione

Testi e ipertesti

Testo deriva da textus, “tessuto”. E infatti la tenuta di un testo è data dalla sua trama, ovvero il filo logico, e dalla coesione delle sue parti, dall’assenza di strappio buchi.

Però un testo può avere le maglie larghe o strette. Ad esempio, cosa mi perdo se salto un capitolo dei Fratelli Karamazov? Un tassello indispensabile per capire l’insieme. Nulla è trascurabile: perdere anche solo una parola può significare perdersi. Ci affidiamo a chi ha intessuto la trama come a un autista che ha deciso già per noi il percorso e, a volte, ci rivelerà la meta solo alla fine.

In altri casi, invece, le maglie devono essere più larghe, molto più larghe: un manuale di istruzione, un sito web, una pagina di quotidiano sono ipertesti che devono permette l’ingresso, il transito e l’uscita da un punto a un punto qualsiasi. Non è l’autore che decide il percorso, è il lettore che scuce e ricuce la propria personale trama, assieme a brani, frasi, passaggi di altri testi. Una trama che non ci porta verso il mondo mondo dell’autore, ma deve riadattarsi al contesto concreto del lettore, qui ed ora.

Quando iniziai l’università, autorevoli professori assicuravano che di lì a qualche anno il testo sarebbe scomparso, ci sarebbero stati solo ipertesti. E’ passata una quindicina d’anni e i testi si ostinano a non scomparire. Non solo: abbiamo rinunciato al feticcio del disco come veicolo della musica, ma siamo riluttanti a scaricare da internet un libro, non riusciamo a staccarci dalla carta stampata e rilegata, che funziona sempre, con il solo sistema operativo della nostra mente.

Vittorio Mascherpa, in Leggere tra le righe, sostiene che i libri sono persone (a volte addirittura possono essere maestri). E’ tremendamente vero: un libro è una persona e come tale dobbiamo andarle incontro per conoscerla: non possiamo rimanere immobili nelle nostre posizioni, dobbiamo metterci in cammino, raggiungere un compromesso, colmando gli spazi vuoti tra le parole con le nostre inferenze.

Possiamo racogliere una marea di notizie navigando per la rete, spinti dalla necessità o dalla compulsione bulimica per parole,  immagini, suoni. Ma non ci siamo mai mossi di casa, non siamo ancora usciti dal cerchio della nostra soggettività. Con un libro, un libro che ci tenga nelle maglie strette della sua trama, invece, si parte davvero.

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