Scrittura professionale, web writing, comunicazione

Nella prima parte abbiamo liberato la riga di oggetto dalle cianfrusaglie. Ora mettiamo solo ciò che serve veramente. Ma cosa serve? Si ha un bel dire di mettersi nei panni di chi riceve: la direzione è giusta, ma ancora molto vaga.

Un metodo che funziona – anche per la carta – è ricavare dal messaggio l’informazione principale. L’idea è di Bruni e Raso e sviluppata successivamente da Acerboni.

>>L’informazione principale

  • è la ragione per cui scrivete il messaggio
  • fa capire al destinatario se leggere e quanto approfondire

Se il primo punto è abbastanza facile da azzeccare, il secondo non è così scontato. Un esempio: qualche settimana fa ricevo dalla mia associazione di categoria una email-circolare il cui oggetto recita:

Finanziamenti a fondo perduto per progetti di innovazione

Decido di leggere: i finanziamenti a fondo perduto oggi non si trovano dietro a ogni angolo. Fino all’ultimo paragrafo fila tutto bene, sto già pensando di inoltrare domanda. Purtroppo le ultime righe mi informano che l’investimento minimo è di 8 milioni di Euro, molto fuori dalla mia portata. Se questa informazione fosse stata nell’oggetto, mi avrebbe risparmiato la fatica di leggere un testo che non era per me.

L’informazione principale è avverte il lettore che quel testo non è per lui. Certo, bisogna andare contro la tentazione di farsi leggere comunque, tipica del marketing-ese selvaggio che oggi sparge i propri semi anche in campi poco adatti. Ma con i tempi che corrono, e  con le caselle intasate, state certi che i destinatari apprezzeranno l’onestà di chi non vuole imporsi a tutti i costi, ed eviteranno di cestinare a priori i vostri messaggi, che gli levano solo il tempo di una riga, invece di fregarli all’ultima frase.

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