Scrittura professionale, web writing, comunicazione

L’oggetto, ovvero la riga in cui si dichiara in estrema sintesi il contenuto di un testo, è la parte più importante e delicata di ogni comunicazione professionale “breve”, sia essa email o lettera o circolare.

In un mondo perfetto, dovremmo capire dall’oggetto se leggere o no. Nel mondo in cui viviamo (che è poco meno che imperfetto), ci rimane sempre il tarlo del dubbio: sarà importante? Apro o non apro? E se poi perdo qualcosa? Beninteso: non è il destinatario un eterno indeciso; è l’autore che spesso proprio non sa che farsene di quella benedetta riga.

Cosa mettere allora nell’oggetto? Visto che il limite di caratteri è davvero basso e non dobbiamo sprecare cartucce, ecco un elenco di cose che non dovreste mettere.

  • Maiuscole, punti esclamativi, p a r o l e  s p a z i a t e, termini come gratis, gratuito, garantito ecc.: la vostra email non arriverebbe nemmeno a destinazione, abbattuta giustamente dai filtri antispam (ecco ulteriori chiarimenti a riguardo).
  • Inviti all’azione, peggio se imperativi come leggi, guarda, inoltra. Se anche passano inosservati ai filtri, non ottengono certo un bell’effetto. Solo il destinatario sa veramente se è importante per lui; non diteglielo, fateglielo capire.
  • Il tipo di testo, ovvero parole come avviso, comunicazione (urgente/importante ecc.), trasmissione telematica. E’ evidente che cos’è: l’ennesima email; cos’altro? Un fungo porcino? (Questo divieto non vale se state inoltrando un messaggio: allora, ad esempio, “comunicazione del direttore” è l’oggetto della comunicazione).
  • Il nome del destinatario: il destinatario sa già che è per lui, altrimenti non gli sarebbe arrivata (a meno che non abbiate fatto uno stupido, doppio errore!). Non lo farete sentire più importante con un oggetto personalizzato.
  • Il vostro nome o quello dell’ufficio/ente/azienda per cui lavorate: idem come sopra, con l’aggravante che potreste dimostrare dubbi sulla vostra identità e/o sulla vostra collocazione; il nome dovrebbe essere chiaro dall’indirizzo di posta elettronica.
  • Il numero della comunicazione: se scrivete circolare n.XXX il destinatario ne sa quanto prima. E poi il numero d’ordine ha un senso per voi che scrivete, non per chi dovrebbe leggere. L’ennesima dimostrazione di quanto non lo pensate.

(To be continued)

3 Responses to “Come scrivere l’oggetto di un’email (Parte 1)”

  1. on 13 giu 2008 at 16:32semioticmonkey

    Benedetto!
    Proprio un mesetto fa mi son trovato in una lunga e sterile (per i risultati ottenuti) discussione circa la importanza imprescindibile di un web writer per curare anche le email. Inutile avere nel database numeri astronomici di clienti se poi si sbaglia di grosso a comunicare con loro. Tempo perso per entrambe le parti in causa.

    Se poi aggiungiamo a quanto detto l’uso spasmodico di grafica, css inline e quant’altro l’arrivo di una mail diventa una sorta di voce, sgradita, di lidi lontani. L’antitesi del messaggero di Buzzati. O il suo avveramento?

    Checché ne dicano i sostenitori di certo Guerilla Marketing (e PNL implicita).

  2. on 14 giu 2008 at 08:33Luigi Muzii

    Bisognerebbe rimandare i commenti a quando l’argomento sarà completo perché gli esempi “ad excludendum” si rivelano spesso inefficaci, ma proverò, intanto a sollevare due obiezioni:
    1. il tipo di testo, per esempio, a volte è imprescindibile: si pensi agli inviti a una conferenza, a un bar camp ecc.
    2. nel caso di comunicazione periodiche, per esempio di una newsletter, il numero, poi, consente una più agevole organizzazione e se si usano strumenti “todo”, aiuta eccome.

  3. on 15 giu 2008 at 19:06Francesco

    Ciao Luigi,

    rispondo alle tue obiezioni:

    1. Certo, l’invito, però non è solo il tipo di testo, è anche un’inform-azione (io comunico a te che sei invitato), e per questo meriterebbe di essere inserito nell’oggetto. Però non è prioritario: se ti arriva un’email con oggetto “Conferenza sull’aringa affumicata” (scusa l’esempio) va da sé che sei invitato. Altrimenti, che te l’hanno mandata a fare?

    2. Una newsletter è un caso particolare, perché contiene informazioni multiple. Per questo motivo intendevo trattarlo a parte (detto per inciso: mi sembra anche uno strumento ormai superato). Ma anche in questo caso il numero non è un elemento infomativo, e per l’indicizzazione nei client di posta c’è anche la data!

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