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	<title>Commenti a: Snodi di parole</title>
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	<description>Scrittura &#38; (s)comunicazione</description>
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		<title>Di: toppe</title>
		<link>http://www.farsileggere.com/2008/01/snodi-di-parole/comment-page-1/#comment-30</link>
		<dc:creator>toppe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 23:37:56 +0000</pubDate>
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		<description>Immersa nella retorica da critici letterari, concordo pienamente con lo spirito del post. E non vedo contraddizione tra lo scriver chiaro e il fare i conti con chi legge: anzi, proprio per farsi leggere serve la chiarezza.
(Poi nel mio blog posso strippare ermeticamente se mi va, ma lì non serve che tutti capiscano.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Immersa nella retorica da critici letterari, concordo pienamente con lo spirito del post. E non vedo contraddizione tra lo scriver chiaro e il fare i conti con chi legge: anzi, proprio per farsi leggere serve la chiarezza.<br />
(Poi nel mio blog posso strippare ermeticamente se mi va, ma lì non serve che tutti capiscano.)</p>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.farsileggere.com/2008/01/snodi-di-parole/comment-page-1/#comment-29</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 20:11:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://farsileggere.wordpress.com/?p=65#comment-29</guid>
		<description>Ma nell&#039;amministrazione pubblica la chiarezza si può imporre. Lo dimostra il lavoro del prof. Cortelazzo di cui ho parlato qualche post fa.

E poi il web sta aiutando molto, perché qui le contorsioni si ritorcono contro il mittente.

E&#039; sempre più evidente che la differenza è tra farsi leggere e non farsi leggere affatto. Uno poi può scegliere la seconda via, ma a suo rischio e pericolo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma nell&#8217;amministrazione pubblica la chiarezza si può imporre. Lo dimostra il lavoro del prof. Cortelazzo di cui ho parlato qualche post fa.</p>
<p>E poi il web sta aiutando molto, perché qui le contorsioni si ritorcono contro il mittente.</p>
<p>E&#8217; sempre più evidente che la differenza è tra farsi leggere e non farsi leggere affatto. Uno poi può scegliere la seconda via, ma a suo rischio e pericolo&#8230;</p>
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		<title>Di: Giuseppe</title>
		<link>http://www.farsileggere.com/2008/01/snodi-di-parole/comment-page-1/#comment-28</link>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 18:24:42 +0000</pubDate>
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		<description>Esatto.
Che resta? Oltre insistere, ben poco. A meno che non vogliamo cominciare a segnalare le brutture che anche una sola frase può conservare, del tipo: &quot;.......dove non sono ancora consolidati i fattori che consentono il virtuoso innescarsi della crescita autopropulsiva&quot;.

Evviva la politica che si fa capire!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esatto.<br />
Che resta? Oltre insistere, ben poco. A meno che non vogliamo cominciare a segnalare le brutture che anche una sola frase può conservare, del tipo: &#8220;&#8230;&#8230;.dove non sono ancora consolidati i fattori che consentono il virtuoso innescarsi della crescita autopropulsiva&#8221;.</p>
<p>Evviva la politica che si fa capire!</p>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.farsileggere.com/2008/01/snodi-di-parole/comment-page-1/#comment-27</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 17:50:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://farsileggere.wordpress.com/?p=65#comment-27</guid>
		<description>Caro Giuseppe,

sono d&#039;accordo che esistano anche registri, sfumature, toni diversi a seconda dei contesti. Non si può scrivere un rapporto tecnico come una email a un amico.

So anche per esperienza personale che in alcuni ambienti la nebulosità di forme (e contenuti) è ancora considerata un sintomo di competenza. Il corporatese serve soprattutto per non farsi capire al di fuori della propria cerchia. Però...

Però, se scriviamo per il pubblico, farsi capire non è un optional, ma un dovere. Io credo che la chiarezza sia molto più incisiva di mille contorsioni verbali ed è molto più ad effetto di mille paroloni.

Ovvio che può fare anche paura, e dobbiamo a volte lottare per imporla. Ma per fortuna il più delle volte si impone da sé.

Grazie della tua visita e torna presto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giuseppe,</p>
<p>sono d&#8217;accordo che esistano anche registri, sfumature, toni diversi a seconda dei contesti. Non si può scrivere un rapporto tecnico come una email a un amico.</p>
<p>So anche per esperienza personale che in alcuni ambienti la nebulosità di forme (e contenuti) è ancora considerata un sintomo di competenza. Il corporatese serve soprattutto per non farsi capire al di fuori della propria cerchia. Però&#8230;</p>
<p>Però, se scriviamo per il pubblico, farsi capire non è un optional, ma un dovere. Io credo che la chiarezza sia molto più incisiva di mille contorsioni verbali ed è molto più ad effetto di mille paroloni.</p>
<p>Ovvio che può fare anche paura, e dobbiamo a volte lottare per imporla. Ma per fortuna il più delle volte si impone da sé.</p>
<p>Grazie della tua visita e torna presto!</p>
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		<title>Di: Giuseppe</title>
		<link>http://www.farsileggere.com/2008/01/snodi-di-parole/comment-page-1/#comment-26</link>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 17:05:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://farsileggere.wordpress.com/?p=65#comment-26</guid>
		<description>Che dire: la via più breve è sempre preferibile ma, purtroppo, solo per chi la percorre.
Chi scrive per gli altri, a volte, deve fare i conti con chi legge e con colui per cui scrive. E sei lì: tra l&#039;incudine ed il martello. Puoi provare a spiegare una volta, puoi insistere e riprovarci. Una, due volte ma, poi, non ti resta che cedere ai paroloni, alle contorsioni ad effetto che, sembrano piacere ancora tanto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che dire: la via più breve è sempre preferibile ma, purtroppo, solo per chi la percorre.<br />
Chi scrive per gli altri, a volte, deve fare i conti con chi legge e con colui per cui scrive. E sei lì: tra l&#8217;incudine ed il martello. Puoi provare a spiegare una volta, puoi insistere e riprovarci. Una, due volte ma, poi, non ti resta che cedere ai paroloni, alle contorsioni ad effetto che, sembrano piacere ancora tanto.</p>
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