A Milano i cartelli Ecopass spuntano come funghi. Soprattuto fuori della ZTL (Zona Traffico Limitato). E non intendo i manifesti cartacei (sì, anche quelli), ma cartelli in lamiera come quello nella foto qui a fianco. Segnaletica verticale.
Qual è il problema? Un cartello è piantato nel suolo, in un luogo preciso. Qualsiasi sia il suo messaggio, è sottointeso: qui, da qui o fin qui. Segnalare a lettere capitali una limitazione al di fuori – anche molto – di quella zona è fuorviante.
Certo, nella parte inferiore si precisa “in centro città”. Ma la piramide rovesciata vale anche in questo caso: alla guida, quanto tempo abbiamo per leggere oltre la testa di un cartello già troppo denso?
A voler essere maligno (ma non lo sono): vista la formula “se entri oggi, paghi entro domani”, quanti ignari forestieri si precipiteranno a corrispondere la somma dell’ingresso credendo di essere stati colti in fallo?
In realtà, le porte Ecopass sono annunciate da un cartello molto più modesto (qui a lato), affiancato indicazioni supplementari. Come a dire: prendetivi il vostro tempo. Alla fine, per andare sul sicuro, guardate le telecamere puntate: sono almeno quattro-cinque, minacciosissime. Linguaggio universale.


Trovo il blog estremamente interessante. Sto’ studiando giornalismo e, quanto a monosillabi e semplificazione, sto cercando d’imparare. Complimenti!
Grazie!